Dream of Venice in Black & White

©Bella figura publications –

 

JoAnn Locktov pubblica il suo terzo libro di fotografie dedicate a Venezia, questa volta unicamente in bianco e nero. Sono settantasei foto che celebrano la bellezza di Venezia e non solo, i suoi abitanti, le sue arti, la sua vita quotidiana, i suoi riflessi sull’ acqua onnipresente, persino la foto di un sogno di Venezia, un fotomontaggio che potrebbe essere vero in un città magica come Venezia dove tutto o quasi è possibile.

 

©Bella figura publications – Fabio Bressanello 2017

 

Questa raccolta è dedicata al fotografo Gianni Berengo Gardin, veneziano di adozione, che ci visse degli anni felici, immortalando la città nella sua Arte. Più di cinquanta fotografi amatoriali e professionisti di tutto il mondo hanno portato il loro contributo alla celebrazione della Grande Bellezza di Venezia, fatta di pietra e di acqua. Un’interessantissima  introduzione dello scrittore veneziano Tiziano Scarpa, autore fra l’altro del Premio Strega nel 2008 per il suo romanzo “Stabat Mater” ma anche di “Venezia è un pesce“.

 

©Bella figura publications – “The great Beauty” Eugenio Novajra, 2017

 

Cito parte delle sue riflessioni sulla popolazione di Venezia oggi, nel XXI secolo:

Senza saperlo, avevo colto come stavano veramente le cose. I veri abitanti de quartiere erano loro, anche se sarebbero rimasti a Venezia per un solo finesettimana in tutta la loro vita. Io abito accanto ai turisti. Vivo di fianco a loro. I turisti sono i miei vicini di casa. Io resto qui, sono sempre lo stesso. Loro cambiano. La mia continuità confina con la loro impermanenza.”  Va avanti nello sviluppo del suo ragionamento: “Di solito si pensa che una città esprima un certo tipo di persone, Venezia potreste pensare, secerne quel vecchio seduto sulla panchina, quelle suore in abito bianco che guardano il gatto” invece quelle immagini mostrano una relazione che sta svanendo, che si è interrotta. I veri abitanti di Venezia sono i turisti. Noi veneziani nativi e residenti stabilmente siamo poco più di cinquantamila. Ci stiamo estinguendo. Spariremo presto. La città ha preferito essere abitata da qualcun altro: proprio da un altro modo di stare al mondo“.

 

©Bella figura publications – Alain Hamon, “The priest and the pigeons”  2016

 

Poco confortante per chi rimane tra i pochi residenti stabili. Ma spiega che questo è un fenomeno mondiale che non risparmia nessuno, spiega come: ” I turisti in realtà non sono altro che i  nuovi inquilini del mondo: temporanei ma inquilini. ” Chiarisce: “Basta guardare come si comportano. (…) La loro attività principale è mettersi in posa per una fotografia.(…) Si autoritraggono in qualsiasi ponticello, in qualsiasi calle, in ogni scorcio e campiello e fondamenta. (…) Perché lo fanno? E’ la città stessa a chiederglielo: “collaudiamo insieme questa nuova relazione tra te e le mie pietre, i miei palazzi, i miei canali. Il mio nuovo abitante sei tu.” Perché conclude l’autore: “I turisti sono inquilini delle foto” (…) “Venezia è antica e greve, ma nella maniera fotografica con cui la abitano i turisti appare giovane e leggiadra”.

 

©Giulio Zanni, Salute, 2016

 

Tiziano Scarpa si ricorda: “Trent’anni fa fu fatto uno studio che calcolava il numero massimo di turisti sostenibile dalla città: dodici milioni all’ anno. Ora ne accoglie più o meno trenta milioni.(….) Niente di speciale rispetto al resto del mondo: ormai tutti viaggiano dappertutto (…) Attualmente, un quarto dell’umanità si è trasformata in turisti. Sono tanti i centri storici ingolfati di visitatori. Ma Venezia non ha quartieri nei dintorni, non ha periferie che la decomprimano e le diano sfogo. Il suo contorno finisce bruscamente, è un orlo oltre il quale c’è solo acqua, laguna. Immaginate di prendere il centro storico di una città antica, di ritagliarlo con le forbici e di piazzarlo in mezzo all’acqua: ecco, questa è Venezia” e di spiegare che i Veneziani sono rimasti cosi in pochi che non hanno forza politica sufficiente ad opporsi a tutto ciò. La sua ineluttabile fine, dopo 1500 anni di vita?

 

©David C. Philips, Father and son at St. Marks, 2012

 

Quale alternativa il nostro autore può proporre al turista cosmopolita in cerca di nuove metà da scoprire? A sorpresa, la conclusione amara ma sostenibile dell’autore Veneziano: ” E allora, cosa puoi fare, tu? Venire a combattere al fianco dei pochi veneziani rimasti? Forse, un modo paradossale di aiutare questa città può essere quello di non venirci proprio. Restare a casa propria, a sfogliare i libri di fotografie come queste, che abitano la città delicatamente, sfiorandola con la loro carezza leggera, fatta di splendide immagini.”

 

http://bellafigurapublications.com/dream-venice-black-white/

 

 

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