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“Le muse inquiete” alla Biennale di Venezia dal 29 Agosto

 

Aperto 90, Jeff and Ilona Made in Heaven 44. Esposizione Internazionale d’Arte, 1990 Fotografia: Giorgio Zucchiatti

La Biennale di Venezia, nella ricorrenza dei 125 anni dalla sua fondazione, presenta la mostra Le muse inquiete. La Biennale di Venezia di fronte alla storia, che si terrà al Padiglione Centrale dei Giardini della Biennale da sabato 29 agosto fino a martedì 8 dicembre 2020, realizzata dall’Archivio storico della Biennale di Venezia – ASAC.

La mostra è per la prima volta curata da tutti i direttori dei sei settori artistici: Cecilia Alemani (Arte), Alberto Barbera (Cinema), Marie Chouinard (Danza), Ivan Fedele (Musica), Antonio Latella (Teatro), Hashim Sarkis (Architettura), che hanno lavorato insieme per ripercorrere, attraverso le fonti uniche dell’Archivio della Biennale e di altri archivi nazionali e internazionali, quei momenti in cui la Biennale e la storia del Novecento si sono intrecciate a Venezia.

Accademia Internazionale della Danza In primo piano, Luciana Savignani La Biennale ’75 Fotografia: Lorenzo Capellini

Il Presidente della Biennale Roberto Cicutto, nel presentare la mostra ha espresso la sua gratitudine per “la generosa adesione che i Direttori, lo staff dell’Archivio Storico e lo staff della Biennale tutta hanno dato alla costruzione – in parallelo con gli impegni relativi alle Mostre e ai Festival – di un progetto che rafforza ancor più La Biennale come laboratorio permanente di ricerca delle arti contemporanee, motore indispensabile di indagine sul presente e sul futuro e strumento strategico di sviluppo anche economico per la società contemporanea.”

I direttori hanno selezionato per questa mostra testimonianze, filmati rari e opere e costruito percorsi di ricerca che si soffermano su quei momenti in cui il passato dell’Istituzione veneziana si è intersecato agli eventi della storia globale, manifestando e generando fratture istituzionali, crisi politiche ed etiche, ma anche nuovi idiomi creativi.

Manifestazione e contestazioni alla Mostra del Cinema (in foto: Pier Paolo Pasolini e Cesare Zavattini) 29. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, 1968 Fotografia: Giacomelli

La mostra si articola nelle sale del Padiglione Centrale in un itinerario che attraversa le sei discipline: dagli Anni del Fascismo (1928-1945) alla guerra fredda e ai nuovi ordini mondiali (1948-1964), dal ’68 alle Biennali di Carlo Ripa di Meana (1974-78), dal Postmoderno alla prima Biennale di Architettura fino agli anni ’90 e l’inizio della globalizzazione.

In un periodo di instabilità globale che solo negli ultimi mesi ha visto alternarsi catastrofi ecologiche, nuove pandemie e rivoluzioni sociali, La Biennale di Venezia si distingue così non solo come luogo di produzione e riflessione delle tendenze più innovative delle principali discipline artistiche contemporanee, ma conferma anche il suo ruolo di testimone privilegiato di molteplici cambiamenti, drammi e crisi sociali susseguitisi dalla fine dell’Ottocento a oggi, registrando come un sismografo i sussulti della storia.

Sei Atti Pubblici, Collettivo del Living Theatre La Biennale ’75: un laboratorio internazionale Fotografia: Lorenzo Capellini

INFORMAZIONI:
La mostra sarà aperta dal 29 agosto al 5 ottobre dalle 11 alle 19;
dal 6 ottobre all’8 dicembre dalle 10 alle 18;
chiuso il lunedì (escluso 31 agosto, 7 settembre, 2 novembre, 7 dicembre).
Biglietti: Intero € 12 / Ridotto studenti € 8 / Biglietto gruppo adulti € 10 (min. 10 persone)
Vendita dei biglietti di mostra esclusivamente online.

Pubblicato da Hélène Sadaune

Master II d'Histoire Moderne de la Sorbonne Paris IV, j'ai travaillé pendant plus de 20 ans pour la C.E. Résidente depuis plus de trente ans à Venise, guide conférencière à Paris et Venise, je suis une passionnée de la civilisation vénitienne et de cette ville hors-norme. Comptez sur moi pour vous tenir informé!

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